Il linguaggio verbale
Gli esseri umani e il linguaggio
Il linguaggio é lo strumento principale di comunicazione ed é l'insieme dei suoni,gesti e codici che servono per l'uomo,gli animali e le tecnologie di scambiarsi informazioni ed interagire.
Esistono diversi tipi di linguaggio come quello degli animali o la lingua dei segni usata dai sordimuti.
L'homo sapiens sapiens é l'unico essere vivente ad aver sviluppato linguaggi basati da una serie di codici simbolici astratti cioé l'alfabeto.
I simboli sono detti significanti in quanto spieghino il loro significato.
I linguaggi umani sono caratterizzati da due proprietà che permette di inventare nuovi termini.
-Arbitrarietà- per cui si tratta di sistemi convenzionali,cioé basata da accordi tra di loro.
-Produttività- per cui é consentito introdurre nuovi simboli e rinnovare il linguaggio.
Gli animali diversamente dagli umani usano un repertorio fisso e limitato di comportamenti per comunicare.
Anche i computer sono in grado di esprimersi e di interpretare un discorso.
Dal linguaggio alla lingua
Gli esseri umani sono gli unici ad usare il linguaggio verbale e ad esprimersi con l'utilizzo della parola.Questa capacità é dovuta grazie all'abbassamento della laringe.
Nel cervello umano ci sono 2 zone distinte dell'emisfero sinistro implicate nell'uso del linguaggio.Queste due zone si chiamano area di Broca e area di Wernicke.
Le lingue sono un insieme di parole che unite con regole grammaticali formano frasi con un significato.Le lingue nel mondo sono circa 7 mila.Certe di queste sono usate solo oralmente e parlate da poche persone mentre altre invece vengono dette globali perché sono parlate da molte persone come l'inglese.
Lo studio del linguaggio
La linguistica é la disciplina che studia il linguaggio umano e si articola in diverse branche:
- FONETICA - lo studio dei suoni delle lingue
- MORFOLOGIA - lo studio degli elementi che compongono le parole e il modo in chi esse si formano
- SINTASSI - lo studio che si occupa delle regole che servono per formare le frasi
- SEMANTANTICA - lo studio del significato di parole e frasi
La neurolinguistica é lo studio delle basi anatomiche e fisiologiche del linguaggio.
La psicolinguistica é lo studio la produzione,comprensione,lo sviluppo e le patologie del linguaggio.
La struttura del linguaggio verbale
Il linguaggio verbale è formato da suoni (foni) che, nella lingua parlata, vengono organizzati in fonemi, cioè i suoni che servono a distinguere le parole. Ogni lingua ha i suoi fonemi e non sempre sono uguali da una lingua all'altra, per questo a volte è difficile imparare a pronunciare le parole straniere. I fonemi si uniscono per formare sillabe e parole. Le parti delle parole che hanno un significato si chiamano morfemi, e possono essere parole intere o anche solo prefissi o suffissi.
Il contesto del linguaggio
La grammatica serve a costruire frasi corrette, ma da sola non basta per comunicare bene. Le parole hanno significato solo se usate nel contesto giusto.
Ad esempio, una frase può essere corretta ma non avere senso (come “La sedia guida l’automobile”), mentre anche solo alcune parole senza grammatica (come “automobile, incidente, ospedale”) possono farci capire una situazione.
Il contesto è tutto ciò che circonda la comunicazione: chi parla, dove e quando, cosa si sa già, e in quale situazione si è. Grazie al contesto, capiamo meglio il significato delle parole, anche quando sono ambigue (come “gru”, che può essere un animale o una macchina).
Inoltre, grazie al contesto possiamo sottintendere informazioni e prevedere ciò che verrà detto.
La teoria degli atti linguistici
Il filosofo John Austin ha spiegato che parlare è un'azione, non solo un modo per comunicare. Quando diciamo qualcosa, facciamo anche qualcosa.
Ogni frase ha 3 livelli:
- Atto locutorio: è il fatto di pronunciare la frase (es. “Mi candido alle elezioni”).
- Atto illocutorio: è l’intenzione di chi parla (es. annunciare la propria candidatura).
- Atto perlocutorio: è l’effetto che la frase ha su chi ascolta (es. creare entusiasmo o preoccupazione).
In breve, parlare significa agire con le parole
I disturbi del linguaggio
Oltre a dislessia e disgrafia, ci sono altri disturbi specifici dell’apprendimento (DSA):
- Disortografia: difficoltà a scrivere le parole che si sentono, perché il bambino non riesce a trasformare bene i suoni in lettere.
- Discalculia: difficoltà con i numeri e i calcoli, il bambino fa errori nei conti o nei ragionamenti matematici.
Ci sono poi disturbi causati da danni al cervello, chiamati afasie:
- Afasia di Broca: difficoltà a parlare in modo corretto;
- Disortografia: difficoltà a scrivere le parole che si sentono.
- Discalculia: difficoltà con i numeri e i calcoli.
Alcuni disturbi, chiamati afasie, sono causati da danni al cervello:
- Afasia di Broca: è difficile parlare in modo chiaro e le frasi sono molto brevi.
- Afasia di Wernicke: le frasi suonano bene ma non hanno senso, e chi ne soffre non capisce bene le parole.
Altri disturbi sono:
- Agnosia uditiva: non si riconoscono i suoni.
- Asemia: non si riconoscono i segni scritti (parole, numeri, note musicali...).
- Balbuzie: difficoltà a parlare in modo fluido, con blocchi e ripetizioni
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